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Esce “Maximo”... il profumo che evoca Spiritualita'
 
Esce nelle piu’ importanti profumerie d’ Italia e Spagna e nel Mondo, “Maximo ”, con lo slogan :“ Ti daro’ il Maximo fino alla fine...” il nuovissimo Parfum pour l’Homme,  creato dal regista e show man internazionale,Maximo De Marco e prodotto dal Brand Italiano: Airone Parfum, ( www.aironeparfum.it )
 
Una fragranza fresca e sensuale per l’uomo ,che evoca anche un certo misticismo spirituale e trascendentale , con una particolarita’ unica al Mondo e di per se’ rivoluzionaria : il profumo contiene un mix di elementi naturali ,che stimolano il recettore della dopamina, il neurotrasmettitore del piacere, che rende la persona che lo indossa ,praticamente irresistibile! 
La fragranza con i suoi aromi speziati rievoca sensazioni che trascinano come per magia in una dimensione spirituale,dove si resta avvolti delicatamente e affascinati...un profumo persistente ,dolciastro e aspro al contempo che  quasi ci lascia immaginare il duello primordiale tra l'Agelo caduto e San Michele Arcangelo,dove sul Male prevale il Bene,un profumo che riaccende le passioni in un susseguirsi di attimi che confluiscono in un groviglio di emozioni e di reazioni chimiche e spirituali...come in un dialogo tra materia e anima...tra terra e cielo...tra istinto e ragione.
 
 

 

Il voto Cattolico per il nuovo Presidente Americano...

Tradizionalmente il voto cattolico statunitense si è collocato nell’area politica democratica, in particolare di ambiente liberal.
Nella prima metà del Novecento, cattolici erano quei democratici progressisti che si opponevano ai loro compagni di partito legati a concezioni di stampo segregazionista. Il primo candidato cattolico alla Casa Bianca fu il democratico Al Smith, nel 1928, battuto dal rivale repubblicano Herbert Hoover, il quale lo accusò ripetutamente di «papismo».
Soltanto nel 1960 si ebbe il primo (e a oggi unico) presidente cattolico degli Stati Uniti: John Fitzgerald Kennedy, il quale gettò le basi ideologiche del cattolicesimo liberal statunitense: attenzione alle questioni sociali e netta separazione tra Stato e Chiesa.
FUGA VERSO IL GOP. Una linea che oggi sopravvive in numerosi politici cattolici di area democratica (come Joe Biden, Nancy Pelosi e John Kerry). Questo poi non significa che pian piano il cattolicesimo non sia penetrato anche nel Partito repubblicano: proprio in questo 2016 svariati sono stati i candidati cattolici (Jeb Bush, Marco Rubio, Chris Christie, Bobby Jindal) e tutti tendenzialmente collocati su posizioni socio-economiche relativamente moderate.
In virtù di tutto questo, sempre secondo il Pew research center, la situazione elettorale odierna sul fronte cattolico risulterebbe abbastanza frastagliata, non dimenticando che numerosi fedeli della Chiesa di Roma negli Stati Uniti appartengano all’universo degli immigrati (soprattutto sudamericani).
CLINTON COMUNQUE IN TESTA. In tal senso, considerato l’elettorato cattolico nella sua totalità, la candidata democratica Hillary Clinton risulterebbe in testa con il 56% del gradimento, contro il 39% registrato da Trump. E a questo proposito, è bene ricordare come Obama avesse sopravanzato Romney nel voto cattolico quattro anni fa di appena il 2%. Entrando poi nel dettaglio, il sondaggio mostra come il 77% dei cattolici ispanici si dica clintoniano e soltanto un esiguo 16% favorevole a votare Trump a novembre. Per il miliardario, la situazione migliora invece tra i cattolici bianchi, dove arriva alla parità con l’avversaria.
Questi dati assumono rilevanza ancor maggiore, se si considera che, secondo il Pew research center, i cattolici quest’anno rappresenteranno circa il 20% dell’elettorato complessivo (e di questo 20%, il 13% risulterà costituito da bianchi, mentre il 5% da ispanici).
TRADIZIONALE CARATTERE MODERATO. A tutto questo si aggiunga il tradizionale carattere moderato dei cattolici statunitensi, particolarmente attenti alla questione della giustizia sociale e tendenzialmente restii al radicalismo politico. Elementi, questi, che suonano come un campanello d’allarme per il miliardario, il quale nel febbraio 2016 arrivò a polemizzare addirittura con lo stesso papa Francesco sulla questione dell’immigrazione.
Tutto questo non rappresenta dunque una buona notizia per il candidato repubblicano, che rischia di vedersi seriamente preclusa una larga fetta elettorale in vista del voto novembrino.